Archivio per giugno, 2015

Testo della conferenza: Eugenio III il Papa pisano

Scritto da Il Comitato il 19 giugno 2015 alle 16:42

Maria Luisa Ceccarelli Lemut

Eugenio III, il papa pisano

Desidero prima di tutto ringraziare il Comitato Pisano San Pio V che mi ha invitato a tenere questa conferenza. Il tema di questa sera sarà la figura di Eugenio III: anche se nel corso del XII secolo la nostra città dette alla Chiesa una dozzina di cardinali, uno solo è stato il papa originario di Pisa.

Il Liber Pontificalis, la raccolta ufficiale delle biografie dei pontefici medievali, qualifica Eugenio III «natione Tuscus, patria Pisanus, qui Bernardus, sancti Anastasii abbas», ossia toscano di nascita, pisano per patria, di nome Bernardo, abate di Sant’Anastasio. È dunque taciuto qualsiasi riferimento alla famiglia di appartenenza, ma queste scarne notizie non potevano bastare agli eruditi cinque-seicenteschi, desiderosi di magnificare le glorie della propria città o del proprio ordine. Si è così sviluppata una complessa tradizione basata su un’imprecisa lettura e interpretazione di documenti, che cercheremo di ripercorrere.

1. Il monaco di Montemagno

Al 5 maggio 1106 risale un atto di professione monastica, con cui «frater Petrus quondam Johannis, qui dicebatur Paganellus de Montemagno», promise a Domenico, abate del monastero pisano di San Zeno, «stabilititatem et conversionem morum meorum et obedientiam secundum regulam sancti Benedicti». Da questo è nata, a partire dalla fine del XVI secolo, l’ipotesi che questo Pietro divenisse abate di San Zeno per poi cambiare nome, identificandosi con il Bernardo vicedominus arcivescovile e futuro papa Eugenio III; il soprannome del padre si è così trasformato nel cognome di una fantomatica famiglia Paganelli da Montemagno di Pisa. All’inizio del Seicento Raffaello Roncioni citava la presenza di personaggi chiamati Paganello in due privilegi di Federico I, datati rispettivamente 25 gennaio 1178, Lucca e 30 gennaio 1178, Pisa a favore l’uno della canonica cattedrale di San Martino di Lucca, l’altro della canonica cattedrale di Santa Maria di Pisa, in cui compaiono Ermanno di Paganello e suo nipote Paganello da Porcari, Guido da Montemagno e i suoi figli Inghiramo e Paganello. Roncioni era fuorviato dalla presenza del nome Paganello: in realtà Ermanno di Paganello e suo nipote Paganello appartengono chiaramente alla famiglia da Porcari, mentre Guido da Montemagno e i suoi figli Inghiramo e Paganello sono ascrivibili alla casata lucchese dei da Montemagno e non hanno niente a che fare con Pisa, città di origine di Eugenio III.

Un’altra opinione ha invece immaginato che il pontefice, prima di svolgere l’ufficio di visdomino, fosse stato monaco e priore del monastero di San Zeno, poiché in un atto del 1115 compare un priore Bernardo.

Ma tutto questo bel castello non sta in piedi: in primo luogo l’identificazione tra l’abate Pietro e Bernardo è impossibile, dal momento che il Necrologio del monastero di San Zeno ricorda al giorno 8 marzo la morte dell’abate Pietro. Altamente improbabile è che un monaco e priore di un monastero potesse divenire canonico suddiacono della cattedrale e visdomino arcivescovile, e poi tornare a farsi monaco a Clairvuax.

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Conferenza: Eugenio III il Papa pisano

Scritto da Il Comitato il 8 giugno 2015 alle 18:14

Locandina-11-06-2015-Eugenio-III-papa-pisano