VII Pellegrinaggio: cronaca di una splendida giornata e alcune foto

Finalmente il sole ed il bel tempo hanno ripagato i sacrifici imposti l’anno scorso da un violento acquazzone: alla partenza della funicolare di piazza delle Carrozze a Montenero Basso c’erano circa un centinaio di persone provenienti da tutta la regione, rappresentanti di associazioni o singoli fedeli, con insegne, stendardi e bandiere, ma soprattutto con il Rosario in mano, tutti pronti per l’inizio del VII Pellegrinaggio Toscano.
La salita breve (poco meno di un chilometro), ma assai ripida, ha visto la pia processione guidata dal Canonico Don Joseph Luzuy dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, supportato dal Diacono Don Roberto Donati di Firenze; una particolare intenzione di preghiera è stata dedicata ai Frati e alle Suore Francescane dell’Immacolata, realtà presente in Toscana e direttamente coinvolta nel Pellegrinaggio a Montenero fino all’anno scorso (quando a celebrare fu il padre Serafino Lanzetta), ma recentemente coinvolta nelle note e assai dolorose vicende del commissariamento. All’arrivo in Basilica, si contavano più di 350 fedeli, con la chiesa letteralmente strapiena, anche nelle cappelline laterali.
E’ dunque iniziata la S. Messa solenne celebrata dal Padre Stefano Bertolini, oratoriano ed esorcista nella Diocesi di Prato, assistito dal Canonico Don Federico Maria Pozza che ha fatto da diacono con un confratello dell’Istituto Cristo Re che fungeva da suddiacono; in trono ha assistito S.E.Rev.ma mons. Alberto Silvani, Vescovo di Volterra, nella cui diocesi si è formato recentemente l’ultimo coetus fidelium entrato a far parte del Coordinamento, ossia il Comitato cecinese Pro multis.
Sua Ecc.za ha tenuto una bellissima e precisa omelia sul tema della complementarietà tra contemplazione e carità attiva paragonando l’anima all’eremita e il corpo all’eremo. Il monastero che si separa dal mondo e sembra escludersene in realtà è stata l’ossatura e la struttura portante della civiltà europea, traslando così naturalmente sulla vita concreta i benefici di un’esistenza tutta tendente alle cose dello spirito. Ogni anno la presenza di un Vescovo toscano (mons. Silvani è il terzo Ordinario diocesano a partecipare al pellegrinaggio organizzato dal Coordinamento, ma in passato sono intervenuti per ben due volte mons. Tardelli e in una occasione mons. Giusti) sta a sottolineare l’attenzione e la cura per le istanze dei fedeli legati alla Tradizione.
Alla celebrazione hanno assistito anche delegazioni dei cavalieri dell’Ordo militiae Templi di Poggibonsi (membri fondatori del Coordinamento), come pure degli Ordini di Malta, del Santo Sepolcro e Costantiniano.
Terminata la solenne liturgia con la lettura della concessione dell’Indulgenza Plenaria accordata dal S. Padre a tutti i partecipanti al Pellegrinaggio, molti dei pellegrini si sono trattenuti nella foresteria del Santuario della Patrona della Toscana per pranzare assieme, dopo la benedizione impartita da Mons. Valentino Miserachs Grau, presente fin dall’inizio del Pellegrinaggio e invitato a tenere una conferenza sulla bellezza nella Musica Sacra e un ricordo del Cardinal Domenico Bartolucci, illustre compositore toscano recentemente scomparso. Il Preside emerito del Pontificio Istituto di Musica Sacra ha incentrato la sua analisi della situazione in cui attualmente versa la musica sacra, criticando la mancanza di vera Arte nelle attuali composizioni “sacre”, come pure la eccessiva mondanizzazione, contro la quale tuona sovente Papa Francesco, mondanizzazione che invece trionfa indisturbata nelle melense melodie che oggi appestano le liturgie del Novus Ordo. L’interessante ed apprezzatissima esposizione del relatore, che ha analizzato i diversi (e disattesi) documenti pontifici emanati nel Novecento sulla musica sacra, si è pure soffermata sull’importanza della universalità, che dev’essere carattere proprio pure della vera Musica Sacra, proponendo il gregoriano come chiave nodale di tutto il problema. Va da sé che un recupero ed un vigoroso rilancio della Liturgia tradizionale sicuramente gioverebbe assai alla conservazione del patrimonio musicale, al rilancio della produzione musicale sacra e all’impiego professionale delle giovani energie. Contiamo di pubblicare quanto prima in versione integrale la splendida relazione di mons. Miserachs.
Mentre il sole di una splendida giornata a malincuore sembrava volersi preparare ad un lento occaso in quel mar Tirreno sul quale Montenero costituisce un suggestivo balcone di fronte all’arcipelago toscano, il Pellegrinaggio si chiudeva con la numerosa e devota partecipazione dei pellegrini ai piedi della Madre delle Grazie Cui il Santo Padre Pio XII di venerata memoria, affidò la Toscana tutta.
In resoconto di questa settima edizione rimangono al Presidente del Coordinamento Toscano “Benedetto XVI”, Alessandro Giunti, i dati; cifre e somme: numeri tanto confortanti quanto è stata confortante la vivacità e la composizione dei partecipanti; uno spaccato completo della Chiesa militante: prelati, sacerdoti e seminaristi; e ancora uomini e donne, padri e madri, figli e figlie, bambini piccoli, nonni e nonne; ragazzi e ragazze: la Chiesa non si seziona né classifica per categorie, non specializza il rito o il linguaggio a seconda dell’interlocutore (come chiariva tra l’altro anche Mons. Miserachs nel suo intervento), ma a tutti trasmette ciò che per eccellenza è unica ed universale: la Verità. Alla Madonna di Montenero, Patrona della nostra Regione, indirizziamo nuovamente le nostre preghiere di ringraziamento per le grazie ricevute durante questa giornata.

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